La mia ricetta dei Profiterole al cioccolato ed i miei ultimi tre anni

 I-miei-ultimi-tre-anni


I-miei-ultimi-tre-anni

Ma come la pazza di Valù’s kitchen non scriveva in inglese? SI.

Ma da allora sono cambiate molte cose. Da quando ho aperto il blog sono stata a Londra, poi sono tornata a Napoli e adesso sono a Madrid…mi sono sentita spaesata e quindi per un lungo periodo ho fermato il blog, ma ogni tanto il mio pensiero andava e va alle ricette che scrivevo, alle cose che cercavo di comunicare e questo mi manca. Allora ho deciso che al momento, dove tempo ne ho veramente poco, scrivo nella mia lingua. Ma può darsi scriverò anche un po’ in inglese e forse anche un po’ in spagnolo. Come si dice: Chi mi ama mi segua! :-)

Vi racconto cosa ho fatto in questi tre anni più o meno lontana dal blog. Ad Agosto 2013 sono tornata a Napoli dalla fredda Londra. Mi sono riambientata benissimo ed ho ritrovato i miei amici del cuore ed il calore più bello di sempre della mia famiglia. Mi sono presa del tempo per me, per riflettere su cosa volessi fare e se davvero volessi proseguire con questo lavoro. Più passava il tempo e più mi convincevo di non potere tornare seduta ad una scrivania dietro ad un computer tutto il giorno. Così ho deciso di mollare le cime che mi tenevano legata all’idea del lavoro in ufficio (e che faccio mi sono laureata per niente?!) e di seguire la cucina. Dal giorno in cui ho finito il mio corso al Gambero rosso non sono mai più riuscita a stare lontana dai fornelli e quando l’ho dovuto fare ho sofferto.

Così sono andata a bussare alla porta del miglior ristorante napoletano Palazzo Petrucci ed ho chiesto di farmi fare uno stage. Mi hanno presa subito. E sono stati i 5 mesi più difficili, ma forse più formativi della mia vita. Ho conosciuto uno Chef (Lino Scarallo) affettuoso e talentuoso, umile e determinato che non mi ha mai fatto mancare il suo appoggio. Da lì sono stata in giro tra Dubai, Milano e Roma a cercare la mia strada. Ho lavorato un mese ad Eataly di Roma, un’esperienza massacrante, ma formativa. Lunghe vacanze al mare, tanto amore dei miei amici. Ho continuato con i miei corsi di cucina in inglese e diversi catering e ricette di insalate e panini fino a New Dehli; ho messo su insieme ad una persona speciale, la mia amica Silvia, il primo Supper Club partenopeo. E poi l’offerta di venire a lavorare a Madrid con due amici per il loro progetto di cucina fusion (Napoli/Spagna). Ci ho pensato un poco su, poi il mio spirito nomade ha preso di nuovo il sopravvento e così eccomi qua. A capo della cucina di Julieta Bistrò nel centro di Madrid a La Latina. Cucino, mi diverto, mi stanco, mi arrabbio, rido, rido tanto, canto, ballo, piango, e non mi pento mai di non stare più addormentata dietro un computer. E parlo spagnolo.

valù's kitchen

valù’s kitchen

Per una perfezionista ed orgogliosa come me non è stato facile decidermi a fare quello che sto facendo, ovvero cambiare la rotta dell’ idea originale che avevo avuto aprendo Valù’s Kitchen, ma poi ne sono così legata che chiuderlo mi faceva stringere il cuore, oltre al fatto che in molti mi chiedevano il perché lo avessi abbandonato. K. Gibran dice che ” la vita è una questione di come imparare a danzare sotto la pioggia” e perciò credo che il modo migliore di rendersi felici sia quello di assecondare i cambiamenti e imparare a camminare al loro fianco. La mia vita è cambiata da quando nel 2012 aprii Valù’s Kitchen e perciò credo che sia giusto che la mia creazione vada al passo con me, che sono un po’ nomade e pazza, eh ma questo è un dato di fatto!

Oggi ricomincio a scrivere su questo spazio dandovi la ricetta dei profiterole con una citazione tratta dal libro di Franco Di Mare – Il Teorema del babà, che mi ha ricordato molto di me e della mia passione per la cucina, del fatto che adesso ne ho fatto una professione, ma che da sempre ha rappresentato molto per me: ho cucinato per me stessa quando ero allegra o per affogare dispiaceri, per un innamorato felice o in difficoltà o quando non ho cucinato proprio perché il mio cuore era spezzato e non riuscivo a mettere amore nel cibo o quando finalmente mi sono assunta la responsabilità di voler essere una persona creativa, forse una delle decisioni più giuste, ma più sofferte della mia vita.Spero di riuscire a mantenere una certa cadenza, ma al momento non la posso promettere dato il tantissimo lavoro. Forse sarà uno spazio in cui non condividerò solo ricette, ma anche pensieri, eventi, cibo che assaggio, spero di riuscire a fare partecipare i miei lettori (se ne è rimasto qualcuno) 😀 alla mia vita di chef, food blogger e appassionata di cucina, sempre! Se mi aiutate sono pronta a seguire consigli e suggerimenti!

Ma torniamo ai profiterole: li preparavo a 19 anni, per il compleanno del mio ragazzo di allora che non era un grande mangiatore di dolci, ma quelli gli piacevano ed io che ho sempre avuto una passione sconsiderata per il cioccolato e per la pasticceria e quindi glieli facevo felicissima.

Vi copio quello che scrive l’autore sulla preparazione dei profiterole, ma la ricetta che vi do è quella che preparavo io allora, con tanto di pesi e misure in cucchiai! Non me ne voglia l’autore. Per la ricetta degli choux seguite la mia ricetta delle Zeppole di San Giuseppe.

“I profiterole non sono per tutti. Non mangiateli se siete in preda all’ansia, se qualcosa vi angoscia, se l’animo vostro è scosso da turbamenti. Non commettete l’errore di considerare questo dolce come un rimedio al male di vivere magari perché qualcuno vi ha detto che la serotonina contenuta nella cioccolata è un regolatore dell’umore. Lasciate che questa funzione medicamentosa del neurotrasmettitore venga assolta da certe da certe note creme al cacao in barattolo reperibili presso qualunque supermercato. E’ indispensabile che siate consapevoli che non vi trovate davanti a un semplice dolce. Voi siete al cospetto di un progetto compiuto di gioia. I profiterole sono il premio alla felicità raggiunta, l’ambrosia che corona un’estasi, non lo strumento per arrivarci. In altre parole, mangiateli solo dopo aver fatto l’amore. Mai prima. 

profiterole

profiterole


Di fronte a voi c’è anche la più invitante e sensuale delle metafore. Riflettete, i profiterole sono il solo dolce cremoso al mondo fatto di tanti singoli elementi completi ed indipendenti l’uno dall’altro e tuttavia ciascuno di loro è parte integrante di un progetto più grande. Proprio come i tasselli di una storia d’amore, che la contengono tutta una per uno, ma mostrano l’intera trama del racconto quando vengono messi insieme. E infine, fateci caso: quello che state ammirando è anche l’unico dolce che non ha bisogno di uno stampo né di una forma. Spetta a voi, infatti, la responsabilità di decidere quale aspetto fargli assumere. Ancora grezzo nelle vostre mani, avrà il volto che saprete dargli, usando fantasia, passione, amore. Come la vita.” F. Di Mare

Provateli a preparare sono divertentissimi da fare e dopo danno grande soddisfazione. Ah ovviamente per me i profiterole sono al cioccolato, non scherziamo!

Datemi qualche feedback se preparate la ricetta o qualunque considerazione, vorrei essere più brava a fare diventare questo uno spazio di scambio.

Come vi piacciono i profiterole?

 

 

Profiterole

  • Prep time:
  • Cook time:
  • Total time:
  • Yield: 6
  • Difficulty: medium
  • Recipe type: dessert

Ingredients:

  • Per la pasta choux
  • 1,6 dl di acqua
  • 44 gr di burro
  • 3 uova (a temperatura ambiente)
  • 160 gr di farina
  • 1 pizzico di sale
  • Per la crema chantilly
  • 500 ml di panna fresca
  • 2 cucchiai di zucchero a velo
  • Per la crema al cioccolato
  • 3 tuorli d’uovo
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 2 bicchieri di latte
  • 2 cucchiai di cioccolato fondente triturato
  • 1 cucchiaino colmo di fecola di patate

Directions:

  1. Preparate la pasta choux come nella ricetta delle Zeppole. Una volta ultimata la pasta mettetela in una sac à poche con una bocchetta liscia tonda di 1 cm scarso e formate delle palline poco più grandi di una nocciola. Cuocete i bignè in forno statico preriscaldato per 15 minuti a 220° evitando di aprire il forno durante la cottura. Trascorsi i primi 15 minuti abbassate la temperatura a 190° e cuocete la pasta choux per altri 10 minuti.
  2. A questo punto preparate la crema Chantilly con la quale farcirete i profiteroles: mettete in una ciotola capiente 500 ml di panna fresca ben refrigerata mescolata con lo zucchero a velo; con uno sbattitore montate la panna fino a che sarà talmente soda da rimanere attaccata alle fruste senza colare. Riempite tutti i bignè e metteteli in frigorifero coperti da pellicola trasparente.
  3. Ora per la crema al cioccolato, mettete in una casseruola due tuorli d’uovo, due cucchiaiate colme di zucchero ed il cucchiaio colmo di fecola di patate e sciogliete poco a poco con un bicchiere di latte bollente. Mettete tutto sul fuoco e fate addensare la crema e portatela quasi all’ebollizione. Profumatela con un po’ di vaniglia ed infine aggiungetevi le due cucchiaiate di cioccolato tritato fino a farlo sciogliere. Versate il tutto in un recipiente nuovo e lasciate raffreddare. Importante è che la crema al cioccolato non debba essere troppo densa perciò se necessario aggiungete un pochino di latte.
  4. Adesso dovete tuffare i piccoli bignè riempiti con crema chantilly nella crema di cioccolato uno alla volta. Quando ogni bignè è ricoperto recuperatelo con due forchette in modo tale che il cioccolato in eccesso coli.
  5. Disponete i bignè in un piatto da portata formando una piramide ed infine guarnite con fiocchetto di crema chantilly.

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